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Riforma Nordio, perché voterò no

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26.02.2026

C’è un modo facile di parlare di giustizia: ridurre tutto a uno slogan, alimentare la sfiducia, promettere soluzioni drastiche a problemi complessi.
E poi c’è il modo serio: riformare con equilibrio, senza compromettere gli assetti costituzionali. Il referendum che ci viene proposto sceglie la prima strada. Io scelgo la seconda.

Partiamo da un chiarimento necessario, troppo spesso assente nel dibattito pubblico: la separazione delle funzioni tra giudici e pubblici ministeri esiste già. I magistrati scelgono un percorso distinto e il passaggio dall’una all’altra funzione è oggi fortemente limitato. Non siamo di fronte a una magistratura indistinta, dove accusa e giudice coincidono. Sostenere il contrario significa semplificare una realtà che è già regolata da vincoli stringenti.

Il cuore della questione riguarda piuttosto l’assetto del governo autonomo della magistratura e il ruolo del Consiglio Superiore della Magistratura. Dopo le vicende che ne hanno incrinato la........

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