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Nascere non è uguale per tutti: 4,9 milioni di bambini morti nel 2024

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18.03.2026

“Quando mio figlio crescerà, voglio che diventi un medico o un infermiere”, dice Misnahar. “Le persone qui hanno salvato la vita al mio bambino. Forse un giorno potrà salvare quella di altri”.

Misnahar ha dato alla luce suo figlio, Sarid, su un’auto-rickshaw, mentre si dirigeva verso l’ospedale di Cox’s Bazar (in Bagladesh). Alla nascita pesava appena 900 grammi e aveva gravi difficoltà respiratorie. È stato subito portato nell’unità neonatale, collegato all’ossigeno e monitorato costantemente. Per le prime 24 ore, sua madre non ha potuto tenerlo in braccio: lo osservava attraverso un vetro, tra paura e speranza. “Non riuscivo a smettere di piangere. I primi 15 giorni sono stati tra i più difficili della mia vita”, racconta.

Un mese dopo, Sarid pesa 1,5 chili. È ancora piccolo, ma sta crescendo. È vivo perché è arrivato in ospedale in tempo e perché erano disponibili cure specializzate.

In tutto il Bangladesh, noi di Unicef insieme ai nostri partner stiamo aiutando il governo a implementare il programma di unità neonatali (Special Care Newborn Unit - SCANU) in 62........

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