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In Israele la via di Naftali Bennett illuminata da Péter Magyar

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22.04.2026

Autunno 2026. In Israele, guerra permettendo, qualcosa potrebbe muoversi, non per i palestinesi. In effetti il nuovo che avanza verso le elezioni politiche non è poi così inedito. Ancorato nel tentativo di sostituire una figura diventata impresentabile, incontrollabile e pericolosa. Allora, vedrete che alla fine non saranno i giudici della Corte di Tel Aviv a detronizzare Netanyahu, ma un banale “parricidio” politico. E il compito di rinnegare il proprio mentore spirituale spetterà ancora una volta a Naftali Bennett. Colui che in passato è stato fulcro dell’ingranaggio della macchina di Bibi, arrivando a dare al proprio figlio maggiore il nome di “Yoni”, in memoria del fratello di Netanyahu morto durante l'operazione Entebbe, appare il più probabile aspirante primo ministro di Israele.

Cosa che già gli è riuscita in passato, a spese di Bibi. Di quella breve esperienza sembrerebbe aver fatto tesoro. Adesso, deve però superare il maestro in architettura machiavellica. Bennett, dopo essersi leccato le ferite della bruciante sconfitta elettorale, e dopo il 7 ottobre, ha iniziato una lenta metamorfosi, apparentemente interiore: “Sono un liberale disposto a sedermi con persone sia di destra che di sinistra”. Ha abiurato la propria storia di uomo della destra nazional-religiosa, al fianco di fascisti del calibro di Bezalel Smotrich. Ha condannato,........

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