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L’emergenza bostrico non si ferma, una seconda Vaia: più alberi uccisi dall’insetto che dalla tempesta

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06.07.2026

Se la tempesta Vaia del 2018 ha abbattuto milioni di alberi in poche ore, il bostrico li ha uccisi negli anni successivi, lentamente ma con effetti che oggi vengono considerati di dimensioni analoghe.

L’emergenza che ha colpito le foreste del Veneto e dell’intero NordEst rappresenta ormai una vera e propria “seconda Vaia” : dal 2021 a oggi si stima infatti che il numero di alberi morti a causa dell’insetto sia pari o addirittura superiore a quello degli alberi abbattuti dalla storica tempesta. A fare il punto è l’assessore veneto alla Montagna, Dario Bond.

Nel solo Veneto sono stati interessati tra gli 11 e i 12.000 ettari di bosco, mentre l’intera area del NordEst supera i 40-42.000 ettari colpiti, numeri sostanzialmente equivalenti a quelli provocati dagli schianti di Vaia.

Si tratta di stime, ma rendono con chiarezza la portata di un fenomeno che ha cambiato il volto di intere vallate alpine. Per fronteggiare quella che è stata una delle più gravi emergenze forestali mai registrate sulle Alpi meridionali, la Regione Veneto ha investito complessivamente circa 2,6 milioni di euro, tra fondi regionali e risorse del Ministero dell’Agricoltura, destinandoli ai bandi del Complemento regionale per lo sviluppo rurale, alla progettazione di tagli fitosanitari e interventi di miglioramento boschivo, alle attività di monitoraggio, alla lotta attiva mediante piante esca, alla formazione degli operatori, all’informazione dei cittadini e alla ricerca........

© Corriere delle Alpi