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Viaggio a Bukovel, dove gli ucraini tornano a sciare: ma «è un pretesto. L’importante è che si può dormire e sedere al ristorante senza il terrore delle sirene»

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12.01.2026

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Sulle piste ci sono famiglie arrivate da Kiev, Odessa, Leopoli e dai luoghi più vicini alla linea del fronte

DAL NOSTRO INVIATO
BUKOVEL (UCRAINA) - Cannoni sparaneve in funzione sino a sera tarda, sciatori in coda alle seggiovie, bar e ristoranti affollati dove si chiacchiera del freddo e della prossima nevicata, che «finalmente permetterà di aprire tutte le piste»: se non ci fossero il coprifuoco a mezzanotte e il brusio costante dei generatori verrebbe da pensare che la guerra qui non c’è mai stata. «A prima vista Bukovel potrebbe apparire come una qualsiasi località sciistica alpina. Anche sui Carpazi soffriamo per il cambiamento climatico e dell’accorciarsi dell’inverno. Ma è sufficiente guardarsi attorno con più attenzione per scoprire rapidamente che qui siamo nell’Ucraina vittima dell’aggressione russa. E la gente viene certo a sciare, ma soprattutto per dimenticare i bombardamenti, fuggire le paure delle bombe e cercare un poco di tregua dall’incubo del conflitto», ammette la 36enne Tatiana Grigniuc, responsabile del Centro Turistico locale.

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Circa 900 metri d’altezza alla base degli impianti, 17 seggiovie per 65 chilometri di piste che raggiungono quote........

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