Prevenire la violenza? A Napoli il primo test
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Il «fermo preventivo», fiore allâocchiello dei provvedimenti per lâordine pubblico varati dal governo Meloni, molto probabilmente debutterà in tempo per la manifestazione regionale dei centri sociali organizzata a Napoli per il giorno di San Valentino, il prossimo sabato. I cui «pacifici» intenti sono stati anticipati già ieri a Bagnoli, con la comparsa di una scritta di minacce contro il sindaco Manfredi durante un corteo. Vedremo dunque allâopera questo strumento molto contestato. Stumento che consente alle forze dellâordine di «accompagnare» in caserma per un massimo di 12 ore le persone che nei dintorni dei luoghi in cui sono previste le manifestazioni si aggirassero con intenti facinorosi, individuabili o dai precedenti accumulati negli ultimi cinque anni o dalla dotazione di strumenti atti a far casino, come caschi e spranghe. Come ogni misura preventiva, che tenta cioè di colpire unâintenzione o una probabilità , il fermo di 12 ore potrebbe rivelarsi innanzitutto inutile.Â
Non sarà sfuggito a nessuno che negli scontri di Torino partecipava attivamente allâaggressione del povero poliziotto mandato allâospedale anche un personaggio totalmente incensurato, senza precedenti che potessero condurre le forze dellâordine a prevedere un tale comportamento. Dâaltra parte, essendo riuscite le forze dellâordine ad arrestare ex post solo tre, dicasi tre, dei tanti rivoltosi di Torino, è legittimo........
