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Prevenire la violenza? A Napoli il primo test

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09.02.2026

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Il «fermo preventivo», fiore all’occhiello dei provvedimenti per l’ordine pubblico varati dal governo Meloni, molto probabilmente debutterà in tempo per la manifestazione regionale dei centri sociali organizzata a Napoli per il giorno di San Valentino, il prossimo sabato. I cui «pacifici» intenti sono stati anticipati già ieri a Bagnoli, con la comparsa di una scritta di minacce contro il sindaco Manfredi durante un corteo. Vedremo dunque all’opera questo strumento molto contestato. Stumento che consente alle forze dell’ordine di «accompagnare» in caserma per un massimo di 12 ore le persone che nei dintorni dei luoghi in cui sono previste le manifestazioni si aggirassero con intenti facinorosi, individuabili o dai precedenti accumulati negli ultimi cinque anni o dalla dotazione di strumenti atti a far casino, come caschi e spranghe. Come ogni misura preventiva, che tenta cioè di colpire un’intenzione o una probabilità, il fermo di 12 ore potrebbe rivelarsi innanzitutto inutile. 

Non sarà sfuggito a nessuno che negli scontri di Torino partecipava attivamente all’aggressione del povero poliziotto mandato all’ospedale anche un personaggio totalmente incensurato, senza precedenti che potessero condurre le forze dell’ordine a prevedere un tale comportamento. D’altra parte, essendo riuscite le forze dell’ordine ad arrestare ex post solo tre, dicasi tre, dei tanti rivoltosi di Torino, è legittimo........

© Corriere della Sera