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La morte di Santangelo e l’articolo 111 della Carta

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01.02.2026

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Non saremo così sciocchi da usare («strumentalizzare», si dice oggi di ogni cosa, anche se veritiera) la tragica morte di Tino Santangelo per piegarla a fini di polemica spicciola, magari nella battaglia del referendum sulla giustizia. Ogni essere umano è un mondo, anzi un universo. E ogni suicidio, di conseguenza, fa storia a sé: nessuno può davvero conoscere i pensieri e la disperazione che possono aver spinto l’ex vicesindaco di Napoli a togliersi la vita. Dunque di questo taciamo. Restiamo piuttosto ai fatti, e analizziamo la vita di Santangelo (foto ), invece che la morte. Per la precisione gli ultimi diciassette anni della sua vita. Perché un’analisi del processo in cui era imputato, ancora in corso dopo così tanto tempo nonostante due sentenze di assoluzione in Appello, ci dice qualcosa di molto importante sul funzionamento della giustizia nel nostro paese. Qualcosa di fronte alla quale alla quale non si possono scrollare........

© Corriere della Sera