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Gli scontri di Torino e quella «zona grigia» a sinistra: complotti, infiltrati e compagni che sbagliano

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04.02.2026

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La storia insegna che condannare la violenza non basta se un attimo dopo le si cerca una giustificazione

Un momento degli scontri sabato a Torino tra attivisti dei centri sociali e le forze dell’ordine 

Ci sono tre modi possibili per sfuggire alla domanda: stai con lo Stato o con chi attacca lo Stato? (Detto anche il dilemma della «zona grigia»). La prima risposta è: «Quelli che hanno pestato il poliziotto erano solo una frangia, hanno sporcato un corteo bellissimo e pacifico, così non si accorgono che fanno il gioco delle destre». 

I violenti di piazza sono «compagni che sbagliano», oggi col martello come ieri con la P38. Il che vuol dire: gente come noi, con le nostre stesse idee e finalità, solo che le interpretano male per eccesso di entusiasmo e testosterone, e così danneggiano la causa comune. Negli «anni di piombo» era la distinzione abituale che si usava nei settori dell’estremismo extraparlamentare più contigui al «partito armato». 

Più che la strategia, a dividerli era la tattica. Ne abbiamo avuto di recente un esempio nel tweet con cui la docente di filosofia Donatella Di Cesare ha salutato la morte di Barbara Balzerani, «primula rossa» delle........

© Corriere della Sera