Colpo alla Crédit Agricole, «rapinatori fuori dai cunicoli in 30/40 minuti».
Proseguono le indagini sul colpo al Crédit Agricole di piazza Medaglie d'Oro. Il parere del geologo e consulente della Procura, Minin, disegna ulteriori scenari
«I rapinatori? In 30 o 40 minuti erano già fuori dai cunicoli. Se le forze dell’ordine fossero entrate anche solo un minuto dopo il rilascio degli ostaggi, non avrebbero trovato più nessuno». È l’analisi del geologo Gianluca Minin, che da giorni sta collaborando con la Procura e con i carabinieri per seguire le tracce della banda del buco che, giovedì scorso ha fatto irruzione all’interno della filiale del Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, portando via il contenuto di 40 cassette di sicurezza (su circa 100 aperte, 60 delle quali erano vuote perché non affittate). Tempi stretti e calcolati, un «lavoro da professionisti», aggiunge Minin.
Le indagini proseguono nel sottosuolo, dove sono stati seguiti i percorsi che potrebbero aver fatto i malviventi. La galleria, ripercorrendo la strada all’indietro, arriva fino a uno snodo da cui si diramano cinque bracci. Uno porta a San Martino, un secondo verso Salvator Rosa. Gli altri in direzione del centro storico. Si lavora poi anche su quello che la banda ha fatto in superficie. In un video si notano tre uomini con tute da lavoro e volti coperti che entrano tranquilli e indisturbati passando tra due porte scorrevoli che si aprono con una fotocellula. Non indossano guanti, all’apparenza. In una seconda inquadratura uno di loro si stacca dal gruppo e piazza un palo nel maniglione antipanico dell’uscita di sicurezza che dà sulla strada. Lui i guanti sembra li indossi. Per coprire le tracce sono stati svuotati degli estintori, ma potrebbe non essere stato sufficiente. Tra l’ingresso e le prime fasi del colpo potrebbero aver lasciato tracce. Ma la caccia alle impronte non è limitata solo alla filiale. I tre del «gruppo di superficie», in piazza Medaglie d’Oro, sono arrivati in auto.«È risultata rubata», riferiscono i carabinieri. Sia all’interno che all’esterno, il veicolo è stato passato al setaccio proprio per trovare impronte. Stessa cosa per il generatore elettrico e sugli attrezzi ritrovati sottoterra durante le ricerche dopo il colpo.
Se nelle analisi verrà trovato almeno un match, ovvero due impronte compatibili tra loro, il cerchio attorno alla banda comincerà a stringersi in fretta. Oltre a quelli dei due gruppi in azione, non si esclude che un uomo potesse trovarsi all’esterno della filiale per fare da palo proprio durante il colpo. Proprio per questo sono stati acquisiti i video delle telecamere di sorveglianza che puntano sulla piazza anche relativi ai giorni precedenti, per capire se ci siano stati sopralluoghi.
Il colpo di giovedì presenta analogie con un altro tentato a Roma da «banda del buco» nell’agosto 2022, interrotto da un crollo che stava per costare la vita a uno dei banditi. Il collasso di un tunnel, quel giorno, costrinse i vigili del fuoco a lavorare per ben otto ore per estrarre uno dei componenti la banda. Vennero eseguiti cinque arresti, due dei quali notificati ad altrettanti napoletani finiti sotto processo e poi assolti a fine febbraio 2023 con la formula «il fatto non sussiste». Un precedente acquisito agli atti della procura.Ma la memoria va anche oltre, fino al 7 agosto del 1958, quando nell’allora Banca di Calabria, i banditi entrarono in azione proprio in piazza Medaglie d’Oro. Anche in quel caso in pieno giorno, tra le 12.50 e le 13.15, tre uomini armati fecero irruzione nell’istituto di credito fuggendo con un consistente bottino.
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