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Il corteggiamento insistente non è (sempre) molestia:

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12.03.2026

La storia di un nuotatore che frequentava una piscina napoletana e si era invaghito di una istruttrice di acquafitness

Un corteggiamento respinto (ph dal sito del Siulp)

Alzi la mano chi non è mai incappato, nei suoi anni giovanili o anche maturi, in un amore non ricambiato. Telefonate senza risposta, regali rimandati al mittente o ignorati, appuntamenti proposti invano, lettere che suscitavano nel destinatario o nella destinataria fastidio o, peggio, ilarità. Ci si macerava e ci si compiaceva per un po’ del proprio dolore, forse si piangeva ed alla fine ce ne si faceva una ragione e si andava avanti. Cambiano i tempi, però, e complice l’attenzione che è opportunamente sempre più viva da parte delle istituzioni nei confronti dello stalking, delle molestie o peggio delle violenze di genere, un corteggiamento molesto, nel senso di insistente e non ricambiato, ma non minaccioso o violento, può incappare nei rigori della legge ed innescare una controversia che è finita addirittura in tribunale. 

È accaduto ad un nuotatore, frequentatore di una piscina napoletana, che si era invaghito di un’istruttrice di acquafitness. Amore o desiderio che fosse, aveva architettato il suo bel piano per strapparle un appuntamento e si era inventato la scusa di una proposta di lavoro per ottenere il suo numero di telefono. L’appuntamento si è poi svolto in un caffè del centro cittadino ed è stato lì che l’istruttrice ha ben compreso che il suo interlocutore non aveva alcuna proposta di lavoro da offrirle, ma cercava un pretesto per avvicinarla con l’intento di instaurare una relazione. Puerile, forse, ma umanamente comprensibile.Lei gli ha fatto capire subito e senza equivoci di sorta che non era aria, ma lui non si è rassegnato ed ha avviato un corteggiamento serrato quanto inutile e, ad un certo punto, fastidioso: frequenti messaggi e telefonate, spesso ignorati dalla donna; invii di lettere e poesie. 

Il 23 novembre 2024, poi, lo spasimante ostinato ha giocato quella che sperava fosse una mossa vincente per far crollare le resistenze — peraltro chiarissime ed inequivocabili — dell’oggetto del suo desiderio. Ha inviato a casa dell’istruttrice di acquafitness una pianta di orchidee; fiore simbolo del desiderio ma che da parte della destinataria ha scatenato un’offensiva legale capace di spegnere qualunque illusione erotica. Ricevuta la pianta, infatti, la signora ha deciso che la misura fosse colma ed il giorno di Natale si è recata al più vicino commissariato di polizia, dove ha messo a verbale che le insistenze di quel signore conosciuto in piscina stavano arrecando danno alla sua vita privata e lavorativa. Ha aggiunto che non aveva mai fornito il suo indirizzo di casa all’uomo che le aveva inviato le orchidee a domicilio e che tutto quanto era accaduto aveva generato in lei «un grave e perdurante stato di ansia e paura». Tanto è bastato perché l’innamorato non corrisposto ricevesse dalla Questura di Napoli un provvedimento di ammonimento a cessare dalle sue condotte, alias dal corteggiamento ostinato e palesemente senza speranza.

L’ammonimento gli è stato notificato ai sensi del decreto legge che nel 2009 introdusse disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica.La faccenda — si accennava poc’anzi — è finita in tribunale perché l’uomo, difeso dall’avvocato Marco Esposito, ha impugnato innanzi al Tar Campania il provvedimento di ammonimento del questore. I giudici della Sezione Quinta (presidente Maria Abbruzzese) gli hanno dato ragione e lo hanno annullato. Scrivono tra l’altro nella sentenza: «Ad avviso del Collegio non sussiste un quadro indiziario idoneo a giustificare l’ammonimento emesso in chiave preventiva, essendosi il ricorrente limitato, per quanto agli atti risulta, ad un corteggiamento insistente, seppur sgradito, ma non minaccioso a tal punto da creare nella destinataria quello stato di ansia o di timore per la propria incolumità idoneo a costringerla a cambiare le proprie abitudini di vita». 

Fine della vicenda giudiziaria, salvo ricorsi al Consiglio di Stato. Quella sentimentale ed a senso unico era terminata ben prima perché, dopo l’inutile invio delle orchidee, erano cessate anche le attenzioni del corteggiatore ostinato all’oggetto del suo desiderio.

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