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Va giù la fortezza dei clan: cominciata la demolizione di Palazzo Fienga

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09.04.2026

Da simbolo del potere del clan Gionta alla demolizione che lascerà spazio ad una piazza e ad un parco pubblico in un'area degrata e ad alta densità camorristica

Da simbolo del potere del clan Gionta alla demolizione che lascerà spazio ad una piazza e ad un parco pubblico in un'area degrata e ad alta densità camorristica. Da oggi, sono partite le operazioni propedeutiche che porteranno all'abbattimento della "fabbrica di morte" che per quattro decenni ha rappresentato il simbolo della camorra a Torre Annunziata.

L'edificio fu sequestrato e sgomberato il 15 gennaio 2015, in virtù di due provvedimenti della Procura di Torre Annunziata e della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Solo dopo un iter tortuoso si è arrivati alla definitiva confisca di quella che fu la roccaforte dove il clan Gionta decideva gli omicidi e dove venivano convocate le vittime del racket.

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha reso noto che stamattina, alla presenza del Commissario Straordinario per la riqualificazione di Palazzo Fienga, Giuseppe Priolo, dei rappresentanti delle Forze dell’ordine e dell’Agenzia del Demanio, sono stati avviati i lavori preliminari al successivo intervento di demolizione nello storico fortino di via Bertone, oggetto di confisca e attualmente in gestione da parte dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Il progetto di Palazzo Fienga è frutto di un lavoro di approfondimento congiunto tra tutte le Amministrazioni dello Stato, cui hanno partecipato tutti gli attori interessati, i Procuratori di Napoli, Nicola Gratteri e di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso nonché il Direttore dell’ANBSC, il Commissario straordinario per Palazzo Fienga, il Direttore dell’Agenzia del Demanio, il Provveditore alle Opere Pubbliche e le Forze dell’ordine.Stamattina ha preso avvio il primo step dell’intervento, nello specifico l’attività di rimozione dei materiali pericolosi, quali amianto e sostanze bituminose, nonché il distacco dei sottoservizi da parte di Enel e di Open Fiber S.p.A., società di telecomunicazioni, per consentire l’esecuzione delle operazioni di demolizione in sicurezza.

Il Prefetto ha sottolineato "il valore simbolico dell’iniziativa progettuale programmata, avviata oggi con la fase preliminare, che sancisce il ripristino della legalità contro il potere camorristico e la restituzione alla collettività di un patrimonio immobiliare che verrà trasformato in un parco pubblico e in uno spazio vivibile, nel cuore di un quartiere ora privo di aree verdi e destinate alla socialità. Si tratta, dunque, di un progetto particolarmente significativo - si legge in una nota della Prefettura di Napoli - che nasce dalla volontà congiunta delle Amministrazioni dello Stato di fornire risposte ai bisogni reali della popolazione e restituire ai cittadini il sentimento di fiducia, spesso incrinato gravemente da fenomeni corruttivi o condotte penali riscontrati sul territorio". Tra circa un mese inizierà la fase successiva dell’abbattimento integrale dell’edificio che sarà svolta a cura del Genio Militare.

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