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Sovranisti contro al G7 del declino Euroatlantico

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26.06.2026

Per un qualche periodo subito dopo il giuramento del Trump 2 si è ipotizzato una “Internazionale sovranista ” intendendo con questa accezione la possibilità che Trump potesse operare per creare un gruppo di stati con governi di destra intorno ad un unico contenitore ideologico in cui si concentrano le strategie dei “neocon” americani: lotta all’immigrazione, riduzione dei diritti civili e delle politiche di inclusione, adesione forzata ad una religione di stato , preminenza razziale, controllo delle masse attraverso sistemi di sorveglianza.

Chi sperava in questo tipo di progetto è stato deluso e non poteva essere diversamente. Sovranisti, nazionalisti per una loro natura intrinseca non fanno strategie comuni neanche con governi simili. E’ sempre stato così solo soluzioni tattiche che giovano al momento. Anche negli anni ’30 Hitler, Mussolini e Francisco Franco non progettarono mai strategie comuni ma sempre solo scelte tattiche. Mussolini entrò in guerra con la Francia per sfruttare tatticamente la vittoria della Germania e annettere territori che l’Italia riteneva potessero essere irredenti ai francesi. I vari G7, o fino al 2003 G8 compreso la Russia, che si sono succeduti dal 1970 a questo di Evran sono stati riunioni in cui gli Stati Uniti pur accogliendo le istanze dei partecipanti finivano per far accettare le loro scelte in materia economica, militare, strategica. Negli ultimi G7 hanno partecipato governi portatori di istanze molto più nazionaliste e sovraniste.

Quanto conta a livello globale il G7 I leader del Gruppo dei Sette (G7) si sono riuniti a – Évian-les Bains dal 15 al 17 giugno 2026, in un periodo di grande instabilità geopolitica ed economica fortemente caratterizzato dell’intervento militare statunitense e israeliano contro l’Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Altri argomenti sul tavolo: la guerra in Ucraina, la possibilità di coordinare le politiche sull’intelligenza artificiale, comprese le normative UE sull’impatto ambientale ed energetico dei data center, l’esportazione dagli Stati Uniti della tecnologia AI americana, nonché sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici. Intanto una riflessione preliminare sull’evidenza che i paesi del G7 rappresentano una frazione sempre minore della popolazione mondiale e dell’economia globale rispetto al periodo della sua formazione negli anni ’70. Queste tendenze mettono in dubbio la capacità di questo esclusivo club di nazioni ad affrontare l’ampia gamma di problemi globali che si è prefissato. Nel 1982 il........

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