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Il minisindaco di Roma sdogana all’asilo l’utero in affitto
Dice il minisindaco Elio Tomassetti che lui, coi fondi del Municipio XII, non ha affatto regalato alle scuole dell’infanzia i libri di cui lo accusano i genitori di Monteverde. Quelli del «No gender negli asili. Giù le mani dai nostri bambini. Tomassetti vergogna». Nessun libro con teoria gender, assicura il presidente Pd: «Assolutamente, si tratta di strumenti scelti insieme agli uffici competenti e dati a tutto il personale educativo delle nostre scuole per promuovere la cultura dell’inclusione e delle pari opportunità».
Tomassetti è laureato in giurisprudenza, scrivono sia un tipo sveglio e «convinto che il diritto rappresenti la base di quella giustizia sociale che gli è sempre stata tanto a cuore sin da giovanissimo». Il che dovrebbe suggerirgli di evitare le balle, o almeno di controllare cosa consegna agli infanti prima di postare video su Instagram. Perché nel filmato girato alla scuola Giorgio Franceschi, mentre presenta ai piccolini la dote del Municipio, tra i volumi spuntano proprio Perché hai due mamme? e Perché hai due papà?.
Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Elio Tomassetti (@tomassettielio)
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Sono i libercoli di Francesca Pardi, già autrice di Piccolo Uovo, quattro figli insieme alla moglie Maria Silvia Fiengo, entrambe tra le fondatrici dell’associazione Famiglie Arcobaleno che ha collaborato con il Comune di Beppe Sala per il riconoscimento dei bambini. Testi che, oltre ovviamente a promuovere l’ideologia di riferimento, illustrano ai bambini ciò che in Italia è vietato dalla legge 40. Le mamme Meri e Franci (of course=, ad esempio, spiegano che avendo solo «ovini» e non «semini», sono andate all’estero: «In Olanda c’è una clinica dove dei signori gentili donano i loro semini per chi non ne ha». Franci prende il seme, lo mette nella pancia di Meri dove incontra l’ovino e nasce la prima bimba.
Ma siccome Franci e Meri volevano una famiglia numerosa Franci si fa dare un altro semino e nella pancia di Meri crescono altri due bimbi. Dopodiché è Meri a farsi dare un altro semino e metterlo nella pancia di Franci e così nasce un quarto bimbo.
Con i papà, Franco e Tommaso, la trama si complica perché a entrambi «mancava l’ovino e non potevano neanche farlo crescere nella loro pancia!». Ma la soluzione è pronta: «In America c’è un posto dove delle signore gentili donano i loro ovini per chi non ne ha», e siccome non bastava, «Franco si è fatto dare un ovino dalla clinica americana. Ma non era sufficiente». Così i due conoscono Nancy «una signora che aveva già dei bambini ed era felice di aiutare Franco e Tommaso a costruire la loro».
La biologia secondo il Municipio XII si riassume a questo punto così: «Nella clinica americana i dottori hanno fatto incontrare l’ovino e il semino portati da Franco e Tommaso, e li hanno messi nella pancia di Nancy. Lia ha cominciato a crescere! Lia ha due papà: nessuno dei due l’ha portata nella pancia ma entrambi, insieme l’hanno messa al mondo. Sono i suoi genitori. Nancy ha permesso ai genitori di Lia di farla nascere ma non è la sua mamma». Dopo qualche anno «anche Andrea è nato con l’aiuto di Nancy». D’estate Franco e Tommaso vanno al mare con Franci, Meri e i loro figli giocano insieme. Alla sera i papà chiamano Nancy al computer, «sono diventati grandi amici. È proprio vero, la vita è una cosa meravigliosa!».
Tomassetti e la pappetta gender
Sarebbe meraviglioso capire perché si debba tematizzare in un asilo qualcosa che non ha alcun senso logico né biologico (nessuno nasce da due mamme o due papà, definizioni che hanno coerenza solo nelle richieste degli adulti). Ma spiegare a un bambino che non c’è differenza tra nascere da una madre e un padre o da un accordo con una signora americana raggiungibile al computer pare la nuova frontiera delle «pari opportunità».
Mentre Tomassetti distribuisce questa e altra pappetta ideologica, il mondo fuori dall’asilo si interroga sulle testimonianze e le ricadute psicologiche dei bimbi nati da fecondazione extracorporea, in Italia la maternità surrogata è ormai reato universale, ma nel XII Municipio siamo ancora nel 2014 e si preferisce ignorare che non esiste autodeterminazione dove c’è la cessione del diritto più grande: quello del bambino a una relazione con chi l’ha messo al mondo.
Un diritto che non neghiamo nemmeno agli animali, ma che nell’inclusione di Tomassetti – e meno male che non gli è capitato a tiro Bruno l’astronauta – diventa un dettaglio trascurabile. Ognuno racconterà ai figli quello che vuole, ma che lo Stato (o il suo scampolo municipale) voglia farne una lezione di pari opportunità ai bambini dagli 0 ai 5 anni farà ben arrabbiare qualche madre o padre ridotti a generosi fornitori di ovini e semini.
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