Il metodo politico di Conte: all’insaputa di me stesso…
Esiste un modo per governare senza governare davvero. Per prendersi gli applausi quando tutto va bene e scaricare su altri ogni responsabilità quando qualcosa non funziona. Giuseppe Conte ne ha fatto un metodo politico. Potremmo chiamarlo il “metodo Conte”: decidere tutto e poi sostenere di non aver saputo nulla.
Non siamo di fronte a una nuova teoria della separazione dei poteri, né a un capitolo inedito de “Lo spirito delle leggi” di Montesquieu. Qui la separazione è molto più prosaica: quella tra il potere di decidere e il dovere di risponderne. Le decisioni sono sempre proprie; le responsabilità, immancabilmente, degli altri.
Il copione è ormai collaudato. Quando c’è da rivendicare una misura, Conte è sempre in prima fila. Quando invece arrivano le domande scomode, le inchieste giornalistiche o quelle della magistratura, entra in scena un protagonista che gli italiani conoscono fin troppo bene: il “non ricordo”.
Oppure, a seconda delle circostanze, il “non era di mia competenza”, il “non mi sono occupato della questione”, il “non mi sono informato”. Un repertorio che negli anni è diventato quasi un marchio di fabbrica. La cosa sorprendente è che tutto questo venga sostenuto da chi, per quasi tre anni, è stato presidente del Consiglio dei ministri.
Non un semplice componente del Governo, ma colui che, per definizione, ne........
