L’estate del 2026 la ricorderemo come la più calda o come l'ultima relativamente fresca del pianeta?
Ieri mi sono immersa nel mare di Capri. Lo faccio da 75 anni, da quando trovai una maschera, allora un oggetto rarissimo, e scoprii la bellezza dei fondali, della vita racchiusa nel blu cobalto e delle rocce bianche della mia isola.
Ma ieri è stato diverso. L’acqua era torbida e molto calda, oltre i 30 gradi. Scendendo verso il fondale di Marina Piccola ho toccato gli scogli: erano caldi. Una sensazione mai provata prima.
Da anni parliamo di cambiamento climatico e riscaldamento del mare. Però sentirne concretamente gli effetti sotto la superficie è tutta un’altra cosa.
Allora mi è sorta una domanda inquietante: ricorderemo l’estate del 2026 come una delle più calde della nostra vita o come una delle ultime relativamente fresche del Pianeta?
In questi mesi abbiamo parlato molto del caldo e di come proteggerci dalle temperature estreme: meno cemento, città più verdi, nuovi orari di lavoro, assistenza alle persone più fragili.
Ma c’è una domanda che sentiamo molto meno: cosa stiamo facendo per evitare che faccia sempre più caldo?
Adattarsi non può significare rassegnarsi. Non possiamo limitarci a progettare città capaci di........
