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Costruiamo macchine sempre più intelligenti e persone più sole

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03.09.2026

C’è una domanda che dovremmo avere il coraggio di porci prima che sia troppo tardi: se le macchine stanno imparando a pensare, noi stiamo dimenticando come si fa a sentire? L’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite con una velocità che fino a pochi anni fa sembrava impensabile.

Scrive, traduce, crea immagini, analizza informazioni, risponde alle domande, aiuta a lavorare. E probabilmente farà molto di più. Non è questo, però, ciò che dovrebbe preoccuparci. La vera domanda è un’altra: che cosa accadrà all’essere umano mentre costruisce macchine sempre più intelligenti?

Perché il progresso tecnologico non coincide necessariamente con il progresso umano. Possiamo avere uno strumento capace di rispondere in un secondo a qualsiasi domanda e, nello stesso tempo, non avere nessuno disposto ad ascoltare una persona che sta male.

Possiamo parlare con un’intelligenza artificiale a qualsiasi ora del giorno e della notte e non trovare cinque minuti per telefonare a un genitore. Possiamo avere centinaia di contatti sui social e non avere una persona da chiamare quando abbiamo paura. È questa la contraddizione del nostro tempo.

Siamo sempre più connessi e sempre meno vicini. La tecnologia non ha creato la solitudine. La solitudine esiste da sempre. Ma oggi rischiamo di renderla più difficile da riconoscere.........

© Roma