menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Giovani costretti ad andar via e il Sud perde il futuro

9 0
30.06.2026

Ha avuto nella scorsa settimana gran cassa di risonanza la notizia che il Prodotto interno lordo – convenzionale misurazione della ricchezza del Paese – crescerebbe dello 0,1 % in più nel Mezzogiorno d’Italia, rispetto alla media nazionale.

A credere a queste misurazioni così precise, ci si potrebbe comunque rallegrare, perché rispetto alla storia dello Stivale è comunque qualcosa, tenuto conto di quel che ha contrassegnato i centosessantacinque anni di unità nazionale. Anche perché questo sarebbe il quinto anno in cui il superamento si è affacciato, sia pure in misura progressivamente decrescente.

Alcuni dati di contesto, peraltro ben noti, sono stati però sottaciuti dalla propaganda cronachistica ed è bene ricordarli, perché tentare di conoscere la realtà è sempre stata un’aspirazione dell’uomo: anche se la realtà sociale è sempre una costruzione culturale, e dunque fa gioco anche la propaganda, la cui importanza qui non si vuol negare.

Le percentuali di crescita del Pil – di per sé parametro giàdiscutibilissimo ed assai manovrato – si calcolano sulla base del prodotto lordo dell’area di riferimento dell’anno precedente. Questo vuole semplicemente dire che il dato di base su cui si determina la percentuale di crescita è costituito dal Pil creato nell’anno antecedente dalla stessa area del paese.

Tornando al concreto, circa il 75 % del Pil italiano è prodotto tra centro e nord, mentre sud ed isole sono ferme al 25 %. La sola regione Lombardia produce quasi l’intero Pil del Mezzogiorno, quindi del Sud intero, isole comprese. Toscana, Umbria, Marche e........

© Roma