Verso il referendum sulla magistratura
Tra circa sei settimane saremo chiamati ad esprimerci su una revisione della Costituzione, approvata dal Parlamento, che introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. La riforma interviene sulla organizzazione interna e sui meccanismi di autogoverno della magistratura.
Il testo approvato dal Parlamento prevede la creazione di due Consigli Superiori distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Entrambi gli organi mantengono una composizione a prevalenza togata, analoga a quella attuale, ma operano separatamente, affidando ai pubblici ministeri un autonomo organo di autogoverno distinto da quello della magistratura giudicante.
La riforma introduce inoltre una Corte disciplinare di rango costituzionale, alla quale viene attribuita la competenza sui procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati. Anche questo organo è composto in prevalenza da magistrati, ma si distingue dagli attuali Consigli Superiori, che non svolgeranno più funzioni disciplinari, concentrandosi sul governo delle carriere.
Un aspetto rilevante riguarda le modalità di selezione dei componenti degli organi di autogoverno. La riforma prevede il ricorso al sorteggio, in luogo del tradizionale sistema fondato sul voto, con l’obiettivo dichiarato di incidere sulle dinamiche associative e sul ruolo delle correnti all’interno della magistratura.
Votare SÌ significa confermare questa riforma costituzionale e consentirne l’entrata in vigore; votare No comporta il mantenimento dell'assetto costituzionale vigente. Il referendum è di tipo confermativo e non prevede quorum di partecipazione.
Il risultato è valido indipendentemente dal numero di elettori che si recano alle urne: conta esclusivamente la maggioranza dei voti validamente espressi. Questo aspetto rende il voto particolarmente rilevante, perché ogni scelta contribuisce direttamente a determinare se la riforma costituzionale produrrà effetti o resterà priva di efficacia.
La domanda che mi sono posto è: quanto siamo consapevoli? Dobbiamo attenerci ai fatti per valutare consapevolmente le nostre scelte: i fatti sono o non sono, valutarli positivamente o meno come giusti o sbagliati è altra questione.........
