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Una vacanza all’estero per fuggire dalla politica

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24.05.2026

Chi scrive è reduce da una lunga vacanza nelle capitali e città d’arte europee. Vacanza necessaria per “ricaricare le pile”, alla ricerca di riposo, soprattutto mentale e per fuggire, solo per qualche giorno purtroppo, dalla monotonia di un panorama politico e dell’informazione ingessato e sempre uguale, monotono e stucchevole. Ove la fa da padrone la polemica sterile di buona parte della politica italiana incaponita nel tracciare un quadro apocalittico delle scelte governative e a criticarne, con poca efficacia, ma con serietà e determinazione disarmante, ogni provvedimento, ogni scelta politica su qualsivoglia argomento in discussione. A questo atteggiamento, ormai reso insopportabile dai battibecchi che irrimediabilmente ne derivano tra rappresentanti dell’uno e l’altro schieramento, svetta l’altro aspetto altrettanto insopportabile della cronaca estenuante e ripetuta sul giallo di Garlasco e sulle “azioni” temporaneamente in rialzo o in picchiata dei due contendenti, Andrea Sempio e Alberto Stasi. Una sorta di telecronaca minuto per minuto mandata in onda a ripetizione da telegiornali e trasmissioni di approfondimento delle maggiori reti televisive italiane, pronta a stanare ogni particolare, ogni dichiarazione di giudici o avvocati, familiari dei protagonisti, amici o conoscenti pronti a “buttar dentro la disputa” nuovi elementi, nuovi particolari dimenticati, o per meglio dire omessi, forse di proposito, in questa brutta storia di giustizia malata e, con molta probabilità, negata, almeno nei confronti di Alberto Stasi che, sin ora, ha vissuto da “galeotto” nelle patrie galere per oltre 10 anni e, tra l’altro, parrebbe addirittura da innocente.Una storia triste e a tratti inverosimile che dovrebbe piuttosto far riflettere e non poco sulla realtà cruda e disarmante della giustizia in Italia, sui suoi tempi, le sue........

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