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I grandi risultati dell’economia italiana a livello internazionale

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20.03.2026

Abbiamo già scritto molto sul tentativo, in atto, di imbarbarimento del confronto tra le forze politiche sui temi del referendum sulla Giustizia che, finalmente, volge al termine con l’appuntamento delle urne del prossimo fine settimana. Una situazione divenuta insopportabile e stucchevole con una recrudescenza senza fine di accuse e falsità sulle ragioni della riforma che allontanano sempre più gli elettori dal merito del quesito elettorale, per lasciare lo spazio alla paura dei giudici di perdere potere e prestigio contrabbandato per la strenua difesa delle Istituzioni e della Costituzione minacciate dal “Sì”, da un lato, e la sinistra o il campo largo parlamentare e non, che soffia sulle piazze e grida in ogni luogo e in ogni momento ai presunti pericoli di una riforma,al contrario, inequivocabilmente necessaria. Che è tanto necessaria ed utile al Paese e ai cittadini italiani da averla indicata nei programmi elettorali delle sinistre dai tempi di D’Alema e Prodi dei governi dell’Ulivo, sino al “serafico” Enrico Letta che è stato Presidente del Consiglio, come i precedenti due e Segretario del Pd sino al 2013.Ma di tutto questo il Pd a guida Schlein sembra essersene dimenticato e con il suo più fidato alleato dei 5 Stelle, il mitico avvocato Giuseppi Conte da Volturara Appula, nel Foggiano, tenta la carta del “No” al prossimo referendum mettendola in “caciara” e chiamando l’universo mondo della sinistra alla novella crociata contro Meloni e il suo Governo. Con la speranza di una forte spallata all’Esecutivo già da questo anno o, in subordine, affilando le armi per l’anno prossimo. Con le elezioni politiche regolarmente in programma.E fin qui, mi direte, sembra tutto regolare. La contrapposizione tra schieramenti politici, in specie nel corso di campagne elettorali, è il sale della democrazia. Certamente sì. Ma non certo l’odio sfuso e a pacchetti cui ogni giorno siamo costretti ad assistere e che risulta francamente insopportabile, se non ripugnante. Si passa con disinvoltura dai calci in faccia alla Meloni per ogni No espresso al referendum, auspicati da quell’elegantone di Conte, alle minacce di morte che giungono alla Premier ormai tutti i giorni tramite web, alle foto........

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