Violenta offensiva in Ucraina, raid su Kiev e Odessa: “Brutale messaggio per i negoziati”. Oggi trilaterale a Ginevra
Roma, 17 febbraio 2026 – Notte di fuoco in Ucraina: Kiev e Odessa sotto assedio alla vigilia del trilaterale di Ginevra, dove oggi si incontreranno le delegazioni inviate da Zelensky, Putin e Trump per discutere di pace in una guerra che sembra non avere mai fine. Le forze di Mosca hanno lanciato 29 missili e 396 droni oltre confine, come riferiscono le autorità ucraine.
È stata una delle offensive aeree più violente degli ultimi mesi. Oltre ai raid contro le infrastrutture energetiche, Mosca sta puntando anche le abitazioni civili nel tentativo – dicono gli esperti – di fare ulteriore pressione psicologica sugli ucraini e sul resto del mondo in vista dei negoziati.
Il quadro di una notte di fuoco e di violenza
Odessa, città portuale strategica per il controllo del Mar Nero, è stata flagellata da una pioggia di droni, che hanno colpito le infrastrutture portuali ed energetiche. Un ulteriore colpo nel tentativo di mettere in ginocchio la città, dopo che nei giorni scorsi altri attacchi avevano lasciato 300.000 persone senza acqua e luce.
La capitale è stata svegliata dalle sirene antiaeree. I droni russi hanno cercato di penetrare lo scudo difensivo puntando ai sistemi di riscaldamento, proprio mentre la città stava faticosamente ripristinando le forniture interrotte dai raid del 12 febbraio.
Il raid: “Brutale messaggio inviato ai negoziatori di Ginevra”
Secondo gli esperti, questi eventi notturni non vanno inquadrati come "semplici" episodi bellici, ma come un messaggio brutale inviato ai negoziatori. Proprio stamane a Ginevra si discuterà della possibilità di una nuova moratoria sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, una proposta che Mosca sembra voler negoziare da una posizione di forza assoluta.
L'intensità dei raid su Odessa, centro nevralgico per l'esportazione di grano e per l'economia ucraina, sottolinea la volontà del Cremlino di mantenere il controllo totale sulle rotte marittime e sulle risorse energetiche del Paese proprio mentre si apre la finestra diplomatica mediata dagli Stati Uniti.
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Odessa: droni contro il porto e le infrastrutture strategiche
La città di Odessa, perla del Mar Nero, è stata l'obiettivo principale di un attacco mirato che ha messo in ginocchio le infrastrutture vitali. Diversi sciami di droni d'attacco russi hanno puntato il distretto portuale e le aree residenziali della città.
Secondo i rapporti locali, le esplosioni sono state avvertite distintamente in diversi quartieri, colpendo duramente un impianto infrastrutturale e diversi edifici civili. In un distretto della città, un violento incendio è divampato ai piani superiori di un palazzo residenziale, costringendo i residenti a una fuga precipitosa sotto la minaccia dei detriti incandescenti.
L'impatto non si è limitato alle abitazioni: i raid hanno centrato anche un negozio e una stazione di servizio, mentre il bilancio provvisorio parla di almeno due feriti che hanno ricevuto soccorso immediato sul posto.
Situazione energetica molto critica
La situazione energetica, già critica a causa di attacchi subiti nei giorni precedenti – che avevano lasciato quasi 300.000 persone senza acqua e luce – ha subito un ulteriore colpo, complicando i lavori di ripristino delle sottostazioni elettriche. L'attacco non ha risparmiato il resto del Paese. L'Aeronautica Militare Ucraina ha riferito di aver intercettato una combinazione letale di armamenti: 62 droni d'attacco, quattro missili antinave "Zircon", un missile balistico "Iskander-M" e un missile guidato X-31P. Sebbene la contraerea sia entrata in azione con vigore, alcune unità hanno superato lo sbarramento
Abitazioni sventrate a Kharkiv e Bohodukhiv
Sotto assedio anche Kharkiv e Bohodukhiv: qui si sono registrati i danni più tragici, con attacchi che hanno sventrato abitazioni civili, confermando come la strategia russa continui a colpire i centri abitati per massimizzare la pressione psicologica in vista dei colloqui diplomatici.
La controffensiva ucraina: nel mirino la città russa di Belgorod
Mentre l'Ucraina bruciava, le sue forze missilistiche hanno lanciato una controffensiva altrettanto massiccia. In territorio russo, i sistemi di difesa hanno dovuto gestire lo sbarramento di 151 droni ucraini. Gli attacchi hanno preso di mira siti strategici nelle regioni di confine, colpendo depositi di carburante e infrastrutture energetiche nel Belgorod, dove il governatore locale ha segnalato danni significativi e interruzioni di corrente in seguito a quello che ha definito un "attacco missilistico massiccio".
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