menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L'ex ministro Speroni: “Bossi in canottiera? Lo si voleva dipingere ‘bru-bru’, ignorante: falso. Versava tutto lo stipendio alla Lega”

17 0
20.03.2026

Francesco Speroni con Umberto Bossi

Articolo: La scelta di Umberto Bossi: l’addio nel monastero di San Giacomo a Pontida. Ecco perché tra storia, mito e ideologia

Articolo: Come è morto Umberto Bossi: i toscani, l’ictus e la lunga malattia vissuta sempre come un leone

Articolo: A Gemonio il pellegrinaggio dei militanti padani fra striscioni e rose rosse: “Umberto ci ha insegnato i valori del coraggio e della libertà”

Busto Arsizio (Varese) – Francesco Enrico Speroni da Busto Arsizio, settantanove anni, da quaranta nella Lega, nome storico del movimento, senatore per sette anni (tre mandati), eurodeputato per venti (quattro mandati), ministro per le Riforme nel primo governo Berlusconi (e Gianfranco Miglio se ne ebbe a male), consigliere regionale, provinciale e comunale, fra i primi ad aderire al Comitato Nord bossiano (“Con l'assenso di Salvini, richiesto pubblicamente in una manifestazione a Saronno, davanti a centinaia di persone”).

A Gemonio il pellegrinaggio dei militanti padani fra striscioni e rose rosse: “Umberto ci ha insegnato i valori del coraggio e della libertà”

Speroni, ricorda il primo incontro con Bossi?

“A Varese, nel 1986, in un seminterrato dell’Hotel Europa. Non ero ancora entrato nella Lega. Avevo visto un manifesto con la scritta 'Sono lombardo voto lombardo'. C'era anche un numero di telefono. Ho chiamato e mi ha risposto Manuela, la compagna di Umberto. Mi ha parlato della Lega e mi ha detto che ci saremmo visti in serata. Ci sono andato. Umberto è arrivato un po' dopo, per lui è sempre stato piuttosto tipico presentarsi in ritardo. Si è parlato di un volantinaggio a Sesto Calende, non ricordo il motivo. Alla fine Bossi ha chiesto il parere di tutti, me compreso che non ero un iscritto e mi vedeva per la prima volta. La cosa mi ha stupito. Quella di Bossi prepotente, dittatore è un'immagine sbagliata. Sentiva tutti e poi decideva, da capo del partito. Ho subito avvertito il suo carisma, quello di uno che aveva ben chiaro quello che voleva fare''.

Il vostro ultimo incontro.

“A Gemonio, qualche mese fa. Si è parlato di un po' di tutto, dei figli, del futuro, come si fa tra amici”.

La storica segretaria di Bossi: “Era diverso da come appariva. Aveva cuore ed era anche un po' timido”

Cosa ha rappresentato Umberto Bossi?

“Una grande figura politica, che ha sconvolto certi metodi e anche certi formalismi”.

Allude alla famosa apparizione in canottiera?

"Quella è stata piuttosto una montatura giornalistica. Era al mare e al mare non si va in giacca e cravatta. Forse la storia della canottiera è nata per l'accostamento fra Umberto e un Berlusconi molto formale. Certo, se doveva presentarsi in Senato, Umberto metteva la giacca e la cravatta, altrimenti preferiva vestire casual. Con la storia della canottiera si è anche voluto dipingere un Bossi bru-bru, ignorante. Falso. Non era laureato, ma aveva la maturità e possedeva una cultura a livello universitario. In politica sono tanti i leader che non si sono mai laureati”.

Bossi e lo strappo definitivo con Salvini: “Alla Lega serve un nuovo leader. Lui non segue la nostra strada”

Gli avvenimenti successivi hanno tradito gli ideali bossiani?

“Politicamente direi che è stato messo sotto scacco per la vicenda dei rimborsi. È uscito pulito, ma ne è stato condizionato al punto da dimettersi da segretario della Lega Nord. Umberto aveva con il denaro un rapporto di distacco totale. Appena eletto al Senato, aveva preso in affitto un appartamento. All'epoca lavoravo all'Alitalia e avevo occasione di vederlo più degli altri. Umberto mi aveva detto di avere affittato un reggia: era un bilocale. A Varese lui e la famiglia vivevano in un monolocale, poi erano passati in un bilocale e solo molto dopo era venuta la villa di Gemonio, trovata da Leoni. Bossi versava alla Lega tutto lo stipendio da parlamentare”.

Rispetto alla Lega di Bossi quella di oggi è snaturata?

"Diciamo che è cambiata. Quando son entrato nella Lega Si usavano i primi computer Apple. Nel 1990 sono approdato in Regione e c'erano i fax. Oggi siamo tutti connessi a internet eccetera. Il mondo è cambiato. La Lega non poteva rimanere il perno attorno a cui ruota tutto come una specie di sistema tolemaico. Anche la Lega ha dovuto cambiare”.

© Riproduzione riservata


© Quotidiano