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Qui gatto ci cova. I premier britannici passano. Ma Larry resta al suo posto

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23.02.2026

Roma, 23 febbraio 2026 – Occupati come siamo da ex duchi in manette, guerre, referendum, Olimpiadi e altre quisquilie, ci sfuggono spesso le vere notizie, specie quelle belle. Per esempio, che il gatto Larry ha festeggiato i suoi primi quindici anni come “Chief mousier”, capo cacciatore di topi, al numero 10 di Downing street. Entrò in servizio il 15 febbraio 2011 ed è il primo gatto a vedersi attribuire ufficialmente il titolo, benché il ruolo di ammazza topi del primo ministro esista da sempre: secondo alcuni, il primo fu quello del cardinale Thomas Wolsey quando era Lord cancelliere di Enrico VIII, nel 1515.

Si avvicina il record di Peter III

Larry si sta avvicinando al record di Peter III, in servizio per sedici anni e cinque primi ministri, da Clement Attlee a sir Alec Douglas-Home. Ma l’ha già superato per numero di premier. Larry è al sesto: in carica con David Cameron, ha visto passare Theresa May, Boris Johnson, la meteora Liz Truss, Rishi Sunak e il suo attuale datore di lavoro, Keir Starmer, peraltro già politicamente traballante. Per Larry, in ogni caso, la pensione non è lontana perché ha 19 anni.

La storia di Larry, star social

Nato nel 2007, fu adottato dalla celebre Battersea Dogs and Cats Home, molto amata anche dai Windsor, dove oggi una delle celebri “blue plaque” ricorda il suo passaggio. Oggi è un personaggio popolarissimo, le cui imprese sono seguite con spasmodico interesse dai media. Su X, ha quasi 200 mila follower.

E dire che gli inizi non furono felicissimi. Cameron è un aristocratico e, come tutta la nobiltà britannica, i suoi animali sono cani e cavalli. Accusato di non amare troppo il first cat, nel 2013 dovette smentire dichiarando che fra Larry e lui tutto andava “purr-fectly well”. Il vero nemico di Larry, però, era il gatto Palmerston del Foreign Office, il ministero degli Esteri che ha sede al numero 11 e che, andato nel frattempo in pensione alle Bermuda, è morto venerdì scorso.

Quando le risse con Palmertson arrivarono ai Lord

Le risse fra Larry e Palmerston erano più appassionanti di quelle fra conservatori e laburisti e nel settembre 2016 provocarono un dibattito alla Camera dei Lord. Larry aveva dovuto ricorrere al veterinario dopo uno scambio di vedute molto vivace con Palmerston. Lord Blencathra chiese se la parcella fosse a carico del governo di Sua Maestà. La baronessa Chisholm di Owlpen, portavoce dell’esecutivo, informò allora le loro signorie che, benché Larry fosse un “civil servant”, la spesa sarebbe stata sostenuta dallo staff del premier. Altre polemiche hanno toccato la produttività di Larry. Benché abbia ucciso il suo primo topo nel lontano 22 aprile 2011, come molti dipendenti pubblici il Chief mousier è stato accusato di essere uno scansafatiche e ribattezzato “Lazy Larry”, Larry il pigro, dai soliti tabloid scandalistici. Lui ha reagito da gatto: infischiandosene.

La legge della burocrazia sulla politica

La carriera di Larry dimostra però una verità spesso taciuta perché non molto in linea con gli ideali, o forse le illusioni, della democrazia. L’eletto in teoria comanda, ma in pratica chi conta è il funzionario. La burocrazia è più forte della politica. Dopo una mezza dozzina di primi ministri, Larry è sempre lì, inamovibile e intoccabile. I politici passano, i grand commis dello Stato restano. E infatti nel 2016, quando incombeva la Brexit, si poteva scommettere su chi avrebbe lasciato per primo Downing Street, se Cameron o Larry. L’umano era dato a 1/2, il gatto a 6/4.

Azzeccato: Cameron dovette traslocare mentre Larry è ancora lì, impegnato nella sua quotidiana missione di cacciatore o, secondo i detrattori, a dormire. Del resto, si sa che i politici si agitano molto e concludono poco, mentre i gatti fanno assolutamente nulla, ma lo fanno benissimo.


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