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Le purghe di Tomaso Montanari, storico improvvisato

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21.04.2026

C’è un modo molto staliniano di narrare la destra: trasformarla in un imputato metafisico, senza studiarne le evoluzioni, le revisioni, le fratture. Basta prendere una manciata di simboli, una serie di parole-feticcio, metterle in fila come capi d’accusa e concludere che la destra di oggi non è altro che il travestimento del male di ieri. È la trovata di Tomaso Montanari, la cui ultima fatica, presentata come un libro di storia politica, è in realtà un libello moralistico con ambizioni storiografiche.

Sparta, Barrès, Hitler, l’immaginario dell’agoghé di FdI: ecco servita la “continuità del male”. La traditio ideologica della destra riguarderebbe «tutto, dal ruolo della donna nella società alla scuola allo Stato». Eppure la storia è infinitamente più complessa del taglio e cuci di certa pubblicistica militante. E trasformare nessi suggestivi in sentenze morali è un esercizio........

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