L'irregolare che contestò il mito progressista
In un’intervista ad Alfredo Cattabiani, un geniale irregolare della cultura italiana, Umberto Eco affermò, nel 1981, che uno dei suoi saggi più famosi, Apocalittici e integrati, era nato «come reazione» ad Eclissi dell’intellettuale, il volume del 1959 con cui un altro irregolare di genio, Elémire Zolla, si era fatto conoscere nel mondo intellettuale all’inizio. «Il suo orgoglio e disdegno di intellettuale tradizionalista», secondo Eco, gli aveva infatti impedito «di capire alcuni fenomeni» della società e della cultura contemporanea.
Giudizio legittimo ma parziale quello di Eco, solo se si pensi che il primo capitolo di Uscite dal mondo, uno dei più importanti libri di Zolla, che è del 1992, si apre con un capitolo dedicato alla rivoluzione creata dai computer e dall’avvento di una realtà virtuale che, nei suoi sviluppi, avrebbe potuto finalmente mostrare ai più «la natura illusoria di ogni realtà». Un tema questo che farà da leit-motiv all’ultima fase della produzione di Zolla, come ci ricorda Rodolfo Sideri in un appassionante profilo dello scrittore e pensatore nato a Torino giusto cento anni fa, il 9 luglio 1926: Dell’antico futuro. Tradizione........
