Ecco perché "Guerra e pace" va ancora letto
Il capolavoro di Lev Tolstoj, Guerra e pace, scritto tra il 1863 e il 1869, non è una storia della Russia napoleonica o un romanzo storico, ma è una grande fiaba. La fiaba è un racconto fantastico e magico, che lo scrittore propone per far superare paure e far sognare, con una morale implicita.
La magia è l’elemento centrale della fiaba e in Guerra e pace la troviamo in alcuni oggetti che passano di mano in mano, in rituali, danze e feste. Tra i protagonisti di Guerra e pace, come in tutte le fiabe, troviamo re e regine, imperatori, fate, eroi e orchi (Napoleone, descritto come «Anticristo», è sicuramente una figura quasi spettrale che vive nei pensieri e nelle parole di coloro che in un modo o nell’altro sono condizionati dalla sua presenza e dalle sue azioni).
La struttura stessa di Guerra e pace è una fiaba: una trama lunga, intricata, che si conclude con il classico lieto fine. Tolstoj, che pensava inizialmente di chiamare l’opera Milleottocentocinque, per un lungo periodo considerò seriamente il titolo Tutto è bene ciò che finisce bene. Nonostante le sofferenze, la distruzione e i drammi vissuti dai personaggi di Tolstoj, l’opera, infatti, si conclude con una prospettiva di crescita, speranza e ricostruzione.
I contemporanei di Tolstoj faticarono a capire la natura di questa meraviglia. Gustave Flaubert, ad esempio, invitato da Ivan Turgenev a leggere Guerra e pace, scrisse di aver dovuto soffocare delle grida di ammirazione leggendolo; il francese, tuttavia, non colse mai la modernità del romanzo, lamentandosi delle ampie parti storiche e filosofiche, che invece celavano proprio la parte del “mistero” dell’opera. Lo stesso si può dire di Dostoevskij e di Cechov, grandi ammiratori di Tolstoj e del Ieri sera, a Villa della Regina, a Torino, ha preso il via «I duellanti», torneo letterario che per 4 settimane (fino al 14 luglio) vedrà il confronto tra otto capolavori della letteratura dell’Otto-Novecento: «Cent’anni di solitudine», «Il Conte di Montecristo», «Guerra e pace», «Il Grande Gatsby», «Orgoglio e pregiudizio», «Il nome della........
