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Se l’indagine diventa una resa dei conti con la vita

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28.04.2026

Come nei migliori gialli, il palcoscenico in cui si consuma il dramma e nel quale si muovono vittime e carnefici è circoscritto: un paesino in una valle della bergamasca, anzi una palazzina di sei appartamenti all’interno della quale accade tutto. Raul Mantovani in I morti hanno sempre ragione (Baldini Castoldi, euro 20) mette in scena un suo “omicidio sull’Oriente express”, una versione rinnovata e lombarda dei “dieci piccoli indiani” di Agata Christie.

Ne esce un thriller psicologico in cui le ferite personali, anche quelle seppellite dagli anni e dai ricordi sbiaditi, si intrecciano ai mipag. 360, steri del presente e, in qualche modo ne guidano lo svolgimento. E forse non è nemmeno un caso che l’autore, bergamasco di nascita, abbia scelto di ambientare questo suo........

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