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Se la morte dei dittatori è un kolossal

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06.07.2026

Adorazione ed esecrazione come facce opposte del potere dittatoriale esplicitato nella magniloquenza scenografica del culto della morte. È però la continuità o meno del totalitarismo a fare la differenza. I funerali di Khamenei a Teheran, non casualmente programmati mesi dopo l’uccisione per sovrapporsi simbolicamente al 250° della nascita del “Grande Satana” americano, sono stati costruiti per diventare riprova ferrea della saldezza del regime teocratico iraniano, del supporto incondizionato della popolazione, del radicamento in tutti i gangli di quella società governata col terrore nel nome dell’Islam. Venti milioni di comparse, scene di isterismo collettivo nel copione, eccessi di fede con la disperazione urlata per la perdita della Guida Suprema che come martire è in Paradiso con 72 vergini che non lo hanno scelto, mentre sulla misera terra persiana la cantante Parastoo Ahmadi è stata condannata a 74 frustate perché si è esibita senza velo in un concerto. Accade nelle dittature.

LA MESSINSCENA Quando Stalin il 5 marzo 1953 tolse il disturbo da questa vita avendone strappate decine di milioni all’ombra della bandiera comunista........

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