Se il passato diventa ossessione
Non è un rifugio, la nostalgia. È un dispositivo. E in Backroom, il nuovo romanzo di Eleonora C. Caruso, diventa qualcosa di ancora più insidioso: una macchina narrativa capace di riscrivere il presente mentre pretende di salvarlo.
Dimenticare questa ambivalenza sarebbe un errore di lettura. Perché Caruso sta mettendo il passato sotto processo. Fin dalle prime pagine, il libro costruisce una percezione alterata del tempo. Gli anni Novanta evocati vengono isolati. L’epoca dell’infanzia e della formazione del protagonista si trasforma in paradigma di stabilità, ultimo momento in cui il mondo sembrava obbedire a una logica condivisa. Ma quella stabilità è già, implicitamente, una costruzione.
Non esiste un “prima” innocente: esiste il........
