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"Michette a rischio": siamo alla paranoia

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08.04.2026

Rieccoli, gli ayatollah di casa nostra. Niente turbante d’ordinanza (per ora), nessuna volontà apocalittica dichiarata, il loro è un istinto liberticida felpato, obliquo, un totalitarismo dolce in luogo del totalitarismo duro della Repubblica islamica. La loro parola d’ordine, però, è esiziale per la convivenza civile dentro la nostra Repubblica laica, liberale, democratica, ed è sempre la stessa: #chiudetetutto. La collegano strumentalmente all’austerity del 1973, un precedente apparentemente tranquillizzante e democristiano, ma assai differente dall’oggi: lì c’era tutto un cartello mediorientale dei produttori di petrolio che aveva dichiarato una guerra energetica all’Occidente, non un regime teocratico che sequestra (ad ora) un singolo snodo, seppur pregnante, come lo Stretto di Hormuz (con i Paesi del Golfo che viceversa si stanno attrezzando per potenziare l’alternativa garantita dal sistema di oleodotti, elemento che già da solo rende la sortita del premier Meloni nella regione molto più lungimirante di quanto il mainstream........

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