De Maistre-Mazzini ai lati opposti della provvidenza
Nell’autunno del 1792 le truppe francesi invadono la Savoia. Joseph de Maistre, magistrato quarantenne di Chambéry, abbandona la sua casa di notte e non vi tornerà mai più. Aveva creduto nei Lumi, nella massoneria, nella ragione riformatrice e li vede trasformarsi in ghigliottina. Fugge a Losanna, poi a Cagliari, infine ambasciatore del re di Sardegna a San Pietroburgo, dove scrive le opere più dure del pensiero controrivoluzionario. Per de Maistre, la Rivoluzione non è un incidente ma un castigo divino e il boia — non il filosofo — è la vera colonna della società: senza di lui l’ordine crolla nel caos. Detestava contratti sociali,........
