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Si lavora su nuove regole del voto e fondi per consumatori e imprese

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31.03.2026

L’ipotesi di chiedere lo scioglimento anticipato delle Camere dopo la sconfitta referendaria ha i suoi alfieri, ma non è mai stata la più probabile e con il passare dei giorni perde consistenza anche nei conciliaboli della maggioranza. Se non può essere scartata è perché Giorgia Meloni non ha ancora “sciolto la riserva” sulla strada che intende prendere dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, e questo lascia aperta ogni opzione. L’alternativa, però, pare ridotta a due percorsi.

Il primo è la semplice sostituzione di Santanchè con un nuovo ministro, proveniente dalle file di Fdi (l’esperto Gianluca Caramanna resta in pole position) oppure tecnico (per esempio la presidente dell’Enit Alessandra Priante). Con l’occasione, si nominerebbe il successore di Andrea Delmastro, dimessosi da sottosegretario alla Giustizia: Sara Kelany, deputata di Fdi, è la più quotata. Il secondo è un intervento più ampio. Un rimpasto vero e proprio, e dunque la nascita di un Meloni bis, o comunque un giro di incarichi per far entrare nel governo Luca Zaia, peso massimo del Veneto leghista. Ad esempio nominandolo ministro delle Imprese e affidando il Turismo ad Adolfo Urso.

Contro l’ipotesi di voto anticipato si sono espressi nelle ultime ore, oltre agli alleati Matteo Salvini e Antonio........

© Libero Quotidiano