Nazionale, la rivoluzione svanita in un piatto di cacio e pepe
Non ci siamo per niente e non è un problema di Mancini che va in Arabia a prendere il petrol-grano e torna alla casa madre come niente fosse - il fine pena mai è roba per frustrati e invidiosi – ma di promesse fatte e come sempre (co-me sem-pre) non mantenute. Ci avevano garantito la rivoluzione, figlia di una nuova visione, che avrebbe portato a una elaborata programmazione e tante altre cose che finiscono per –one e, invece, hanno partorito un Ct che finisce con –ini, uno che conosciamo come le nostre tasche, che è bravo e oggi parlerà del suo pentimento mostrando il cilicio. Robbé, per quel che conta ti abbiamo già perdonato: bentornato e speriamo che tu riesca a fare il miracolo di riportarci in linea di galleggiamento.
La cosa che proprio non riusciamo e non possiamo accettare è l’ennesima presa per il mulo portata avanti dal Palazzo del calcio, una roba che non è figlia di chissà quale macchinazione, ma conseguenza fisiologica di un mondo impantanato e paludoso dove qualunque........
