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La Lega cerca la pace sul pratone di Pontida

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«Che Pontida sarà? Sarà una Pontida bella e di popolo». Parole e musica di Matteo Salvini, che dal palco dedicato ai giovani della Lega, evita discorsi spinosi e sceglie di rivolgersi solo ai ragazzi che lo acclamano tra cori «re-mi-grazione, re-mi-gra-zione» e altri «se-ce s-s i o-n e, se-ces-sio-ne», per terminare con «Bos-si, Bos-si, Bos-si». Il segretario fa solo un accenno a quanto successo nelle ultime settimane: «La forza della Lega non sono i simboli, i dirigenti, i segretari, ma la forza del popolo di Pontida». Salvini, in realtà, quello che doveva dire l’aveva detto nel primo pomeriggio ai governatori che cercavano una quadra prima di Pontida. Per loro però è arrivata una doccia fredda, fatta di «no» su tutta la linea. Dalla divisione federale del partito in tre Leghe all’Associazione del Nord. E coi governatori a incassare, ma non a sventolare bandiera bianca. Così la disputa rischia di spostarsi sul prato di Pontida, al raduno di questa mattina. Chi li ha sentiti racconta di governatori delusi, ma non........

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