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La ricetta di Ursula è un regalo a Pechino

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thursday

Von der Leyen pronuncia a Strasburgo il discorso sullo Stato dell’Unione. Usanza in vigore dal 2010. Scimmiotta una prassi americana. 236 anni di storia contro 16. Totò contro Maciste per intendersi. Di là un presidente eletto che parla agli elettori. Qui un apparato che si parla addosso. Testo scritto e letto nella lingua degli americani. Anzi degli inglesi che dall’Ue sono usciti. Un discorso molto anti americano. Come avrebbe potuto fare il Cremlino. Non oggi ma ai tempi della guerra fredda. La potenza americana non viene mai nominata.

L’anti americanismo non è tanto nei toni e nei contenuti quanto in precisi passaggi simbolici. Quasi subito Ursula menziona la Groenlandia, terra contesa dagli Stati Uniti alla Danimarca. Poi fa gli onori di casa al premier canadese Mark Carney. Il Canada, annuncia, sarà il primo «membro associato» dell’Unione. Tanto per segnalare che l’Europa si allontana da Washington.

LA LOGICA DEI DAZI Degli Stati Uniti si vuole però imitare la condotta. Ursula si sveglia e vede in atto un processo di deindustrializzazione. E ammonisce che sta arrivando un «secondo shock cinese». Ruggisce: «le parole sono importanti, ma i fatti contano di più». Tradotto: bisogna........

© Libero Quotidiano