La Coppa del mondo Usa è un calcio ai catastrofisti
I superstiziosi facciano tutti gli scongiuri del caso. Ma, se vi capitasse di accendere la tv al 24 giugno 2026 e guardare qualche partita di quella gigantesca parata di sport-entertainment che è il Mondiale di calcio americano, restereste sorpresi. Alla viglia la lente dei grandi media globali aveva puntato forte su una narrazione identica a un trattato di pura paranoia burocratica. Una sorta di catastrofismo preventivo e militante, alimentato con scientifica insistenza al solo scopo di fare da controcanto alle rigidissime linee sull’immigrazione e sui controlli di frontiera dell’amministrazione Trump. C’era questo dettaglio, quasi comico, del Presidente che liquidava mesi di allarmi sul “caos visti” e sui biglietti invenduti con un serafico: «Facciamo entrare le persone giuste», pronunciato nel bel mezzo di una guerra con l’Iran, di polemiche sulle politiche migratorie di tutto il mondo, di attentati contro la Casa Bianca.
E il ciuffo biondo contrapponeva quel tono da proprietario un po’ mitomane di un club esclusivo di Manhattan. Assist perfetto per chi profetizzava un torneo........
