A Roma gli ebrei cacciano l’Anpi
«Fuori, fuori». «Vergogna». «Dovete andare via». Stavolta ad essere cacciati da una commemorazione antifascista sono proprio quelli che dell’antifascismo hanno fatto la propria ragione di vita.
Succede nel Ghetto di Roma, nel giorno più doloroso per la Comunità ebraica della Capitale, l’anniversario del rastrellamento del 16 ottobre 1943. Ottantatré anni dopo la deportazione di 1.022 ebrei romani nei campi di sterminio nazisti, l’Anpi è riuscita ieri nell’impresa di rivelarsi di troppo persino in quella cerimonia. E soprattutto di presentarsi come vittima di un’esclusione che, a giudicare dalle parole dei rappresentanti della Comunità, ha contribuito a provocare.
Il presidente Victor Fadlun era stato chiarissimo già giovedì. L’Associazione nazionale partigiani non era gradita e avrebbe dovuto avere la sensibilità di farsi da parte. Ma niente da fare. La delegazione romana si è presentata ugualmente al Portico d’Ottavia, stendardi al seguito, provocando la reazione di alcuni esponenti della Comunità ebraica. Urla, contestazioni, forze dell’ordine impegnate a impedire contatti tra i gruppi e cerimonia momentaneamente interrotta. Soltanto dopo........
