Vacillano le certezze dei filo-Putin: "La Russia non sta benissimo"
To’, pure al giornale più filorusso d’Italia si accorgono che a Mosca hanno qualche grana. Ieri il Fatto Quotidiano ha pubblicato un’analisi dell’economia russa, a firma Marco Palombi. Diagnosi: «Bene ma non benissimo». I dati citati, peraltro, filano. A luglio gli incassi russi da export di idrocarburi sono calati del 12% rispetto a giugno. I carichi di petrolio e gas nei porti sono scesi del 23% e hanno toccato il minimo storico. Mosca è costretta a importare benzina da Nuova Delhi. Il deficit dei primi sette mesi vale il 2,8% del Pil contro un obiettivo dell’1,6. Sberbank, la banca pubblica più grande del Paese, non guarda più ai crediti nuovi, ristruttura i vecchi. Il capo economista della banca statale Veb, Andrei Klepach, a maggio aveva avvertito: «Non vinceremo questa guerra di logoramento». Domenica è stato licenziato, dopo una telefonata dall’alto. Eppure, le certezze del Fatto son durate, senza un’incrinatura, per quattro anni e rotti.
Nel maggio 2024 il giornale titolava che le sanzioni erano «sempre più un boomerang» e che l’economia russa aveva forse superato quella tedesca. Nell’ottobre 2025 Travaglio spiegava che a rimetterci eravamo noi, che a dar retta alle sanzioni la Russia «dovrebbe essere in default da tempo» e che stava cadendo........
