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Addio pensiero critico al salone del libro vince l'omologazione

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saturday

C’ è una novità quest’anno al Salone del libro di Torino, giunto sotto la direzione di Annalena Benini alla XXXVIII edizione. Rispetto alle ultime edizioni non c’è stata, almeno finora, ombra di polemiche sulla “egemonia culturale” da parte della destra, né ci sono state censure preventive e sollevazioni di intellettuali di sinistra. Sembra veramente il Salone della concordia, e peccato che Torino sia poi la patria di Luigi Einaudi che all’armonia preferiva il conflitto, indicatore per lui di una società aperta, vitale, in crescita, liberale. Cosa è successo? Finalmente ci troviamo di fronte a un Salone pluralista, a più voci e tutte equamente bilanciate? Finalmente gli “irregolari”, quelli veri, che fanno la forza di una cultura, sono stati ammessi ai tavoli che contano accanto ai nomi dei “soliti noti”, degli scrittori di cui già sappiamo quello che diranno nei dibattiti........

© Libero Quotidiano