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Integrazione è insegnare il cristianesimo

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25.09.2026

Inclusività? Integrazione? Ieri la prima pagina di Repubblica recitava: “Scuola, i paletti del Colle”. Ma la scuola, a parte la mera convivenza, in che modo integra le nuove generazioni appartenenti a culture e mentalità molto diverse dalla nostra?

La conoscenza della lingua italiana (alla base del provvedimento del governo sul numero di stranieri per classe) è il requisito primario e indispensabile. Ma poi c’è la sostanza, cioè i contenuti da imparare: la scuola stessa. Che deve far conoscere alle nuove generazioni la nostra cultura e la nostra civiltà perché in un’identità inesistente non si integra nessuno, come ripete il card. Sarah.

Il ministro Valditara è stato attaccato già solo per aver ribadito, per i programmi di storia delle superiori, «la centralità della storia dell’Italia, dell’Europa e dell’occidente», che dovrebbe essere un’ovvietà. È lo scopo fondamentale della scuola anche per gli alunni italiani che spesso sono una pagina bianca. Se noi stessi non sappiamo chi siamo, da dove veniamo e dove abitiamo, non possiamo “accogliere” altri. Senza storia, né identità, né regole non c’è casa. È la giungla.

Poi c’è chi ha storto il naso pure perché, negli stessi programmi delle superiori, per letteratura, accanto ai poemi epici classici «fondamento della civiltà europea (Omero, in particolare l’Odissea e l’Eneide di Virgilio)», il Ministero ha scritto: «Può essere utile anche la lettura in classe di alcune........

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