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Polito contro Travaglio: il post che smonta il Fatto

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Pubblichiamo un commento del giornalista ed editorialista del Corriere della Sera, Antonio Polito, sul “metodo Travaglio”. Il testo è stato pubblicato da Polito sulla sua pagina Facebook

Nella pausa di Ferragosto mi sono divertito a scrivere un articolo su Travaglio come lo scriverebbe Travaglio. Un character assassination, insomma, nel suo stile che non è inimitabile. Dunque Travaglio il Raglio ha fatto sentire la sua voce in difesa di Sigfrido Ranucci. È comprensibile. Per uno che ha creduto a una sco nosciuta massaggiatrice uruguaiana (sconosciuta in senso letterale: pare che non l’abbiano mai incontrata) deve sembrare un peccato veniale aver creduto a Valter Lavitola, un tipo certamente più informato. Pur atteggiandosi ad “apostolo della verità”, Travaglio è infatti un grande esperto di bufale. Quei pochi che non ci cascarono, ricordano ancora la sua analisi di politica internazionale da Guinness dei primati. Il 23 febbraio del 2022 irrideva su Il Fatto, nome omen, «l’ennesima fake news americana dell’invasione russa dell’Ucraina (ancora rinviata causa bel tempo)». Mal gliene incolse.

All’alba del giorno dopo una poderosa armata di Putin invase l’Ucraina per prendere Kiev. Travaglio trovò subito il modo di riparare alla figuraccia: avendo “bucato” l’inizio della guerra dei russi, la dichiarò immediatamente finita perché vinta dai russi. I quali però, dopo quattro anni e mezzo, e nonostante le profezie del loro best friend italiano, stanno ancora lì a morire e combattere. Travaglio ha un problema con le fonti, soprattutto quanto tenta la fortuna all’estero. Dopo l’Ucraina, ci ha provato con l’Uruguay. Su input di una manina sconosciuta (fossi in lui, mi farei qualche domanda) ha tentato addirittura di mettere sotto impeachment il Presidente Sergio Mattarella (estremamente inviso a Mosca, guarda un po’), accusandolo di aver concesso la grazia a Ni cole Minetti senza sapere che aveva strappato un bambino alla madre ed esercitava in Sud America il mestiere di maîtresse. Il tutto con l’inoppugnabile testimonianza di una donna senza volto e di un tassista senza nome. Con il suo verdetto finale, la Procura Generale di Milano ha sepolto nel ridicolo la cosiddetta........

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