L'odissea della guerra tra eroi e molti orrori
Leggiamo per consolarci. Ce lo spiega Arturo Perez Reverte, ex reporter di guerra convertito alla narrativa nel 1986 col suo primo romanzo L’Ussaro. Avendo visto da vicino gli orrori dei conflitti Perez Reverte ha maturato lo sguardo disincantato di chi sa che le nefandezze fanno parte della storia umana e che solo la cultura e l’amore (inteso come carità, amicizia, compassione, solidarietà) – come spiega nelle numerose interviste concesse – ci possono salvare dalla decadenza, dalla fine della civiltà. «Se domattina i barbari entrassero nella città di Roma l’uomo di cultura capirebbe che è una legge storica, che è un ciclo che deve compiersi. Chi non ha cultura grida “i barbari, i barbari!. Che orrore, che sfortuna!”. L’uomo colto sa che succede ogni dieci secoli, ogni venti secoli. È soltanto la storia dell’umanità destinata a ripetersi. E la cultura è l’unica forma di consolazione».
Per questo i suoi personaggi sono spesso eroi solitari, affascinanti, dediti........
