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Facciamo le corna per paura della realtà

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26.07.2026

Sgombriamo subito il campo da ogni possibile equivoco. Il nuovo libro di Normando Lambezzi, Per fortuna ci sono le corna (Samus editore, 256 pagine, 17 euro), non è un elogio del tradimento coniugale ma un viaggio nell’universo multiforme delle credenze, delle superstizioni e delle magie della tradizione popolare italiana esaminate da un’angolatura diversa dal solito: quella della magia, dei riti scaramantici, dei sortilegi e degli incantesimi di cui il gesto delle corna rappresenta l’espressione più diffusamente manifesta. La prima cosa che l’autore si chiede è la seguente: cos’è la superstizione? «Dal punto di vista antropologico la si può definire come un residuo della componente magica che alle origini del mondo caratterizzava il pensiero umano nella spiegazione dei fenomeni naturali», scrive l’autore. Una paura, insomma, del reale, del tangibile che ci spinge a crearcene una illusoria, fatta di demoni e dèi, streghe e maledizioni. Timorosi stati di dipendenza esistenziale da invisibili voleri soprannaturali, in cui molti studiosi (da Epicuro, a Lucrezio, a Freud) hanno peraltro rinvenuto il maturarsi stesso del concetto di religione.

Cogliendo fior da fiore dal paniere di malocchi e jettature varie preparato da Lambezzi, non si può........

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