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Destra, ambizioni ma anche ambiguità

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03.07.2026

Alla fine anche l’ultimo tabù, il più nevralgico, è stato rotto: Giorgia Meloni ha messo in chiaro l’obiettivo di poter eleggere, per la prima volta, alla presidenza della Repubblica un esponente della destra. Ambizione certo legittima, anche se forse non particolarmente elegante sul piano istituzionale. Ma il problema è come ci si arriva e con quale retroterra ideale. Può darsi che la premier abbia affermato un concetto ritenuto obbligato e scontato dai più, che sta nell’ordine delle cose, su una prospettiva senza precedenti. A far la differenza, però, è l’averlo detto, rendendo politicamente in purezza l’appuntamento per il Colle: quasi una ragione di riscossa dopo la sconfitta referendaria. Quindi il vero obiettivo delle prossime elezioni, il punto più delicato, non sarà la guida dell’esecutivo, piuttosto la scelta dell’inquilino del Colle. L’una tiene l’altra. Aver politicizzato il tema, lo qualifica come dirimente con effetti sull’ultimo anno di governo e sulle alleanze. Ai tempi della Prima Repubblica il vecchio Msi aveva contribuito (non scelto) all’elezione di due Capi di Stato e nella Seconda tutti, comprendendo Cossiga, sono stati espressi in prima battuta dal centrosinistra: Scalfaro, Ciampi, Napolitano, Mattarella. Il governo della più alta magistratura,........

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