Il Quirinale corregge le esigenze politiche
Prima che il decreto scuola vedesse la luce, c’è stato un intenso confronto tra gli uffici legislativi del Quirinale, di Palazzo Chigi e del ministero dell’Istruzione. Il motivo di questa trattativa giuridica lo si ritrova facilmente nel discorso che il presidente Sergio Mattarella ha tenuto all’indomani dell’annuncio di Giorgia Meloni alla Festa dei giovani del suo partito: no alle classi in cui gli italiani sono minoranza, sì ad un tetto di presenza agli stranieri, vietati burqa e nihab. E il Capo dello Stato era sembrato replicare, sia pure indirettamente che «la scuola deve essere aperta a tutti» in quanto «strumento fondamentale di inclusione sociale». E questo lavoro preliminare deve aver dato i suoi frutti se dalle bozze circolate prima del varo del decreto in Consiglio dei ministri, è sparita l’ipotesi di allontanamento dei ragazzi da quei genitori renitenti alle regole previste dal........
