Di fronte alla Russia non servono divisioni
In queste settimane basta una notizia allarmante dal Nord Europa a evocare immediatamente lo spettro di uno scontro frontale tra Russia e Occidente. L’arresto di un uomo ritenuto vicino a un’organizzazione di destra (apparentemente di matrice totalmente polacca), accusato di aver pianificato un attentato contro il primo ministro e il ministro della Difesa polacchi, ha fatto scattare l’allarme nei Servizi di sicurezza di mezza Europa. Episodi come questo non fanno che alimentare la percezione di insicurezza. È in questo clima che va letta la vulgata, diffusa in Italia e nei Paesi del Sud Europa, che vede Polonia, Stati Baltici e nordici come i principali alleati dell’Ucraina pronti a uno scontro diretto con Mosca, servendosi delle capacità militari della Nato.
In realtà fra i leader di questi Paesi - talvolta liquidati sbrigativamente come «guerrafondai» - prevale la logica della deterrenza: rafforzare le difese Nato per rendere chiaro al Cremlino che il costo di un’aggressione sarebbe inaccettabile. È........
