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Il corteo sull’Aurelia, l’ennesimo appello in Maremma: “Basta ritardi, vogliamo sicurezza”

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18.04.2026

Un momento del corteo che si è svolto sull'Aurelia per chiedere più sicurezza

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Capalbio, 18 aprile 2026 – Una lunga colonna di auto in marcia lenta, sotto un cielo terso di primavera, ha attraversato ieri mattina uno dei tratti più discussi – e più pericolosi – della costa tirrenica. È qui, nei 14 chilometri di Aurelia che collegano Capalbio a Pescia Romana, che il territorio ha deciso di farsi sentire, compatto.

Oltre 150 vetture si sono messe in fila poco dopo le 10.30 dalla zona della Torba, procedendo a circa 40 chilometri orari sulla statale. Il corteo, alle porte di Pescia Fiorentina ha invertito la marcia e si è concluso a Capalbio Scalo, nei pressi di uno degli incroci più terribili del tratto. Per circa un’ora, la lenta processione di mezzi ha inevitabilmente rallentato il traffico locale.

Una lingua d’asfalto pericolosa

Una manifestazione ordinata ma carica di significato, che ha sfilato accanto a uno dei litorali più suggestivi della Maremma, in netto contrasto con la pericolosità di quella lingua d’asfalto che ha visto numerosi incidenti mortali e a ricordarlo sono stati tutti coloro che hanno parlato.

Se in passato il dibattito si era spesso arenato nello scontro tra favorevoli e contrari all’autostrada, ieri il segnale arrivato dal territorio è stato diverso: unità. In prima fila le fasce tricolori di molti sindaci di ogni schieramento (dall’Amiata alla Maremma fino alle Colline e la mancanza del sindaco di Orbetello, Andrea Casamenti si è notata) associazioni di categoria, consiglieri regionali (Minucci e Bai) sindacati e cittadini.

La Provincia: “Non possiamo più attendere”

Tutti insieme per chiedere un intervento immediato di messa in sicurezza del Corridoio Tirrenico, a partire proprio da questo tratto. “La realizzazione del Corridoio Tirrenico è un’infrastruttura fondamentale, una direttrice importante per tutto il Paese. – ha dichiarato Francesco Limatola, presidente della Provincia –. L’Aurelia viene percorsa ogni giorno da tanti cittadini per motivi di lavoro e di studio, da mezzi pesanti e da turisti. Troppi incidenti, anche mortali, si sono verificati su questa arteria: dietro al macabro dato numerico, ci sono storie, persone, famiglie distrutte e comunità ferite. Proprio nel rispetto di questi cittadini e per evitare che tragedie simili si ripetano stiamo manifestando uniti come territorio, perché non possiamo più attendere, chiediamo con forza e responsabilità la messa in sicurezza di questa strada. Non si tratta solo di un’opera pubblica, ma di rispetto per il territorio. Siamo qui per chiedere al Governo, ad Anas e a tutte le istituzioni competenti di riaprire subito un confronto serio con il territorio e di assumere impegni precisi, verificabili e con tempi certi”.

Sulla stessa linea anche il presidente della Camera di commercio Riccardo Breda che ha ricordato come il mondo economico e produttivo da anni solleciti interventi concreti. “Abbiamo promosso iniziative e proteste, ma siamo ancora fermi al passaggio dei progetti tra Sat e Anas. Serve una soluzione immediata almeno per il tratto più pericoloso che è questo. Lo dico chiaramente: niente autostrada, sì all’adeguamento dell’Aurelia agli standard di sicurezza, superando incroci a raso e una configurazione ormai inadeguata ai volumi di traffico attuali. Serve un’infrastruttura moderna e sicura. Ricordiamo che i progetti ci sono già. A sud di Grosseto abbiamo assistito alla chiusura di incroci e niente più. Questo non può certo bastare”.

Ieri, tra le auto incolonnate e le bandiere esposte dai finestrini, è emersa tutta la distanza tra l’urgenza percepita sul territorio e i tempi della burocrazia. Un messaggio che dalla Maremma arriva a Roma: su quei 14 chilometri non c’è più spazio per rinvii.

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