13 maggio, 150 anni della Cesare Alfieri. Il ricordo di Ceccuti su Alluvione e 68
Firenze, 13 maggio 2026 – Oggi si concludono le celebrazioni dei 150 anni della “Cesare Alfieri”. Per l’occasione il professor Cosimo Ceccuti ha voluto raccontarci alcuni aneddoti tra i più cari legati alla ‘sua’ università. Qui ha infatti insegnato Storia del Risorgimento, dopo essersi laureato in Scienze politiche e sociali nel giugno 1969, ottenendo il riconoscimento della medaglia d’oro quale miglior laureato della facoltà.
L’alluvione del ’66 che sommerse l’università
“Ero già da un anno all’università quando avvenne l’alluvione del ’66 – ricorda Cosimo Ceccuti –. La sede era in via Laura, che venne sommersa dall’acqua e dal fango. C’erano sette piani sottoterra di emeroteca, dov’erano giornali, periodici e riviste. L’università, sommersa dal fango, rimase ovviamente paralizzata. I corsi si fermarono. Tutti, a quel punto, ci demmo da fare per salvare i giornali e i libri dell’emeroteca, perché il ‘pozzo’ era comune tra Scienze Politiche e Giurisprudenza. Ricordo che vivevamo praticamente in facoltà. Stavamo tutto il giorno a lavorare per salvare il salvabile. Ogni giorno, verso l’una, il preside Maranini ci faceva arrivare dei panini. Nella disgrazia, resta un ricordo indelebile la grande solidarietà da parte di tutti, professori e studenti, che insieme, fianco a fianco, lavoravamo rimboccandoci le maniche per salvare il patrimonio. Un fondamentale aiuto ci venne da Giovanni Spadolini, allora direttore del Carlino, per quella che era la sua facoltà. Proprio quell’anno doveva cominciare infatti il corso che avrei seguito io, dedicato a Firenze Capitale: fece anche un libro sull’argomento, rimasto famoso, che doveva uscire a Natale. L’alluvione lo danneggiò, ma il libro venne poi ristampato ottenendo un grande successo, andò praticamente a ruba nel giro di pochi mesi. La Nazione non sospese le pubblicazioni, e anche se i macchinari erano fuori uso per via del fango, si decise di stampare il quotidiano a........
