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Il pugile del silenzio. D’Agata, tigre amaranto. “Ha racchiuso i valori autentici della boxe”

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25.03.2026

L’aretino Mario D’Agata, colonna del pugilato mondiale con Nino Benvenuti

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Arezzo, 25 marzo 2026 – “Mario D’Agata ha racchiuso i valori più autentici della boxe”. Le parole sono quelle di Flavio D’Ambrosi, presidente della Federazione Pugilistica Italiana. Il numero uno del Fip proprio pochi giorni fa a Roma, nella casa dello sport italiano, nel Salone d’Onore del Coni, ha ricordato oltre un secolo di storia della Fip, per la precisione 110 anni di vittorie e successi, citando in particolare due atleti come Nino Benvenuti e l’aretino Mario D’Agata, sordomuto dalla nascita, campione del mondo dei pesi gallo tra il 1956 e il 1957 e due volte campione europeo.

Due campioni che hanno fatto la storia del pugilato

“Benvenuti e D’Agata sono due campioni che in modo diverso hanno fatto la storia del pugilato italiano – sottolinea il presidente D’Ambrosi al riguardo – Nino Benvenuti è stato un campione di eleganza e di stile, fuori e dentro il ring. È stato l’unico pugile italiano ad aver detenuto il titolo mondiale - unanimemente riconosciuto - di due categorie di peso diverse (medi e superwelter) ed ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma nel 1960 in occasione delle quali è stato nominato miglior pugile del torneo, precedendo lo stesso Cassius Clay. Un’icona dell’intero sport italiano che rimarrà sempre nei ricordi e nel cuore di tutti gli appassionati di noble art. Mario D’agata ha racchiuso i valori più autentici boxe. A dispetto del suo sordomutismo e di una condizione fisica penalizzante ha raggiunto dei risultati sui quali in pochi avevano creduto, conquistando tutto quello che c’era da vincere, dal titolo italiano al titolo europeo fino alla cintura iridata. Un esempio di resilienza e determinazione che orgogliosamente vogliamo ricordare con la considerazione che merita”.

La boxe, disciplina inclusiva

Una storia quella di D’Agata che è simbolo di passione ma anche e soprattutto inclusione. “La boxe è sempre stata una disciplina inclusiva e in questo senso mi preme sottolineare l’impegno della Fpi nello sviluppo e nella diffusione della Paraboxe e cioè della boxe per i disabili. Si tratta di un progetto in cui crediamo molto che ha come obiettivo quello di abbattere tante barriere che fino a poco tempo fa sembravano insormontabili: metodologiche, strutturali e mediche”.

Tra l’altro tra poche settimane, il 29 maggio, ricorreranno i 100 anni dalla nascita di D’Agata. Sono in programma momenti per ricordare il campione aretino? “Assolutamente sì. In occasione della nona edizione del gran Gala dello Sport Città di Castiglion Fiorentino verrà assegnato il premio Mario D’Agata alla Boxe Nicchi, legata a una storica tradizione familiare che ha attraversato generazioni di atleti e tecnici e che nel corso degli anni ha contribuito alla crescita della boxe aretina e italiana. Ma al di là di questo importante Premio vorrei aggiungere che quest’anno la Fpi celebra i suoi 110 anni di storia con una serie di eventi che rappresenteranno un momento di festa per tutti gli addetti ai lavori: pugili, maestri e società sportive. Mario D’agata rappresenta un orgoglio dell’intero nostro movimento che non mancheremo di ricordare in tutti i nostri appuntamenti. La sua figura è stata, è e rimarrà per sempre un riferimento importante per tutti, un esempio soprattutto per le nuove generazioni che si avvicinano al pugilato e che vedono nella boxe qualcosa che va oltre ad un semplice disciplina sportiva”.

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