Travolto da un cinghiale, la Regione condannata al risarcimento del danno
Travolto da un cinghiale, per l’automobilista l’impatto fu “inevitabile”
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Massarosa (Lucca), 31 marzo 2026 – Quel grosso cinghiale sbucò all’improvviso dalle sterpaglie lungo il ciglio della via del Brentino, nel comune di Massarosa; tagliando la strada ad un automobilista in transito. E l’impatto tra l’auto e l’animale – anche secondo quanto raccontato da un testimone oculare, che si fermò per prestare i primi i soccorsi – fu “inevitabile”. Per questo, a distanza di circa tre anni dall’inizio dell’iter giudiziario, il Tribunale di Lucca ha condannato la Regione Toscana al risarcimento danni materiali, a cui si aggiungono interessi e rivalutazione monetaria. Oltre alle spese legali, liquidate in 5mila euro, e al rimborso per il consulente tecnico di parte e le spese per la perizia d’ufficio.
Il fatto risale alla sera del 9 dicembre 2021. Erano circa le 22 quando il conducente di una Renault Captur venne “investito” dal cinghiale, spuntato in corsa dalla vegetazione, riportando danni ingenti all’auto. Dopo aver ceduto il proprio credito alla Carrozzeria Stilauto di Lido di Camaiore; quest’ultima, per mezzo dell’avvocato Giovanni Stringari del Foro di Lucca, ha presentato domanda di risarcimento danni alla Regione Toscana per 10mila 465 euro. La Regione ha però rigettato quella richiesta, dichiarandosi non responsabile dell’accaduto. Così la questione è arrivata di fronte al giudice del Tribunale di Lucca. Ma anche in quella sede i legali difensori dell’Ente hanno respinto ogni addebito. Attribuendo una sorta di corresponsabilità all’automobilista versiliese, e contestando comunque anche la misura del danno.
Di tutt’altro avviso la giudice Ilaria Chianca, che, applicando i più recenti orientamenti della Suprema Corte, con la sentenza dello scorso 26 marzo ha condannato la Regione Toscana al risarcimento integrale del danno. Per l’avvocato Stringari “La sentenza – afferma – consolida l’orientamento della giurisprudenza in merito al risarcimento dei danni derivanti da animali selvatici”. Per i quali non si applica più la generica responsabilità per colpa, ma secondo cui la Regione risponde in via oggettiva, ai sensi dell’articolo 2052 del codice civile, dei danni cagionati dalla fauna selvatica protetta, salvo la prova del caso fortuito. Fondamentale, in questa storia, si è rivelata dunque la testimonianza di un automolista che si trovava proprio dietro l’auto della vittima del sinistro. E “che riferì – afferma l’avvocato Stringari – che il cinghiale era spuntato all’improvviso delle sterpaglie presenti sulla carreggiata”, non lasciando al conducente alcun margine di manovra.
A pesare sul giudizio, inoltre, l’assenza di cartellonistica idonea ad avvertite gli avventori della strada del possibile transito di animali selvatici; “Ciò – prosegue l’avvocato Stringari – è stato provato nel caso in oggetto, visto che sulla via del Brentino tali cartelli non c’erano al momento del fatto ma sono stati installati solo successivamente”. E il fatto che quello del 9 dicembre 2021 non fu un caso isolato, “È stato infatti dimostrato – conclude il legale – che sulla Via del Brentino, nel corso degli anni precedenti, erano gìà capitati incidenti simili”.
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